SCHEDA :
PARTENZA: via San Martino della Pigrizia
ARRIVO: via Sudorno
DISLIVELLO: 57,50 m.
LUNGHEZZA: 345 m.
TEMPO DI PERCORRENZA: 20’
POSSIBILITÀ MTB: sconsigliata
ADOTTATA DA: CAI di Bergamo
È il percorso “simbolo”, in esso è infatti concentrato il fascino e la bellezza dell’andar per Scalette sui Colli di Bergamo, fra orti che danno frutto per parecchi mesi dell’anno e giardini nascosti e un po' misteriosi.
L’etimologia del toponimo è ignota, ma la scaletta si pensa abbia origini in età Medioevale.
Collega in modo gradevole la via San Martino della Pigrizia con via Sudorno ed ha per sorella maggiore la scaletta detta dello Scorlazzone, la quale si innesta alla sua sommità.
| L'ameno versante di Sudorno come si presenta dall'imbocco dello Scorlazzino, ubicato nella parte alta di via San Martino della Pigrizia |
Insieme, queste vie paiono costituire la nervatura centrale della rete di percorsi pedonali che si sviluppano sui Colli, senza forzature e con una trama che si adatta armoniosamente alle anse ed ai pendii, assecondando le forme e i paesaggi tutelati e difesi dal Parco dei Colli, Ente regionale gestore del territorio protetto.
L’inizio di questo percorso si annuncia solenne da via San Martino della Pigrizia, con una bella scalinata che offre subito un’interessante finestra panoramica, dalla quale si staglia l’alto campanile del Tempio dei Caduti di via Sudorno.
Dopo una serie di gradini percorsi fra alti muri il panorama si spalanca su un paesaggio armonioso dove gli orti terrazzati si alternano ai giardini, i prati ai muretti a secco, in una sorta di caleidoscopio paesaggistico ritmato dalla cadenza dei gradini disposti sapientemente ad assecondare il movimento del sentiero, la pendenza della scala.
Ora dolce, ora un po’ più pendente, la lunga teoria di scalini si snoda offrendo alla vista, di volta in volta, prospettive sempre nuove e cangianti sui profili vicini e lontani e sui verdi terrazzamenti che, per secoli, hanno costituito fonte di sostentamento e di sviluppo per le genti locali.
Il serpentone di pietra sembra quasi assecondare l'ameno versante fra scorci assolati e gradite pause d'ombra, fra sorprendenti aperture e improvvise curve a gomito.
Dopo un lungo e gradevole percorso, ecco spuntare un primo scorcio su Città alta ed aprirsi man mano il mondo di Borgo Canale e di Sudorno, arroccato sul crinale luminoso di una luce che sa della poesia di Vittorio Polli e di Pino Capellini.
Non c’è alcuna fretta di giungere lassù in cima all’ultima rampa; qui, in bella stagione, è utile soffermarsi in contemplazione, il cuore si acquieta e la vista si apre alla scoperta della natura colorata e viva come non mai.
Troppo presto si perviene al suo sbocco su via Torni, dove una fontanella d’acqua ristora il camminatore, poi di nuovo avanti per un ulteriore tratto e continuare a goder momenti di piacevole quiete.
| Uno sguardo a destra, verso via Sudorno alta... |
| ...e uno a sinistra, verso i Torni |
| Per poi tornare sui propri passi e concedersi un meritatissimo ristoro, prima di affrontare le fatiche dello Scorlazzone, che ci accompagnerà nell'incanto di San Vigilio... |
VARIANTE
Le possibilità di collegamento “più sportive” sono offerte dalla Scaletta dello Scorlazzone, oppure da via Sudorno.
Per chi, invece, “fa” attività fisica stando comodamente sprofondato in poltrona, è consigliabile girare a destra ed in breve raggiungere Colle Aperto a gustarsi un gelato o godere del bel panorama offerto verso il Canto Alto.
Ovunque cadrà la nostra scelta, l'occhio avrà la sua parte.
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